TRE ORE DI SILENZIO
Il nuovo Fifty Fathoms Tech di Blancpain è dotato di una ghiera a 3 ore: una complicazione nata in profondità, che permette ai subacquei di rimanere sott'acqua per ore, mentre l'oceano si rivela lentamente.
L'8 giugno è il giorno in cui il mondo rivolge la sua attenzione all'Oceano. Per Blancpain, ogni giorno è stato il Giorno dell'Oceano da oltre vent'anni.
Il Fifty Fathoms nacque nel 1953 come primo vero orologio da immersione per subacquei. Oggi, lo stesso spirito accompagna il nuovo Fifty Fathoms Tech e guida il Blancpain Ocean Commitment, un programma che è diventato silenziosamente uno dei più importanti nell'esplorazione e nella conservazione marina.
FIFTY FATHOMS TECH – STRUMENTO EVOLUTO
Blancpain inventò la ghiera unidirezionale. Non è un elemento decorativo, ma una vera complicazione orologiera con una funzione salvavita: permettere ad un subacqueo di misurare il tempo trascorso sott'acqua e di sapere esattamente quando riemergere. Per settant'anni, quella ghiera girava a intervalli di 60 minuti. Nel 2023, Blancpain l'ha fatta evolvere introducendo una ghiera brevettata di tre ore sul Fifty Fathoms Tech Gombessa 70th Anniversary, sviluppata da Marc A. Hayek e Laurent Ballesta.
La ghiera a 3 ore, una prima al mondo, è nata da un bisogno specifico. Le immersioni tecniche moderne, in particolare con i rebreather a circuito chiuso (CCR), prevedono immersioni prolungate in profondità: due, tre ore o più. Una ghiera da 60 minuti è semplicemente insufficiente. Ripensando al movimento, Blancpain ha adattato la complicazione GMT — tradizionalmente un meccanismo di 24 ore — per ruotare invece in tre ore. Il risultato è una scala dedicata a 3 ore che offre a subacquei tecnici, fotografi subacquei e scienziati la precisione necessaria, per tutta la durata di un'immersione.
BLANCPAIN OCEAN COMMITMENT — OLTRE 20 ANNI DI SCIENZA SUL CAMPO
Quando Marc A. Hayek si è unito a Blancpain, una delle sue prime iniziative è stata quella di riunire i principali fotografi subacquei per un evento di immersioni in Thailandia, tenutosi come parte del 50° anniversario dei Fifty Fathoms nel 2003, e avviare con PADI un programma scientifico per l'identificazione degli squali balena, invitando i subacquei a inviare le loro fotografie a un database condiviso. Quell'istinto — usare la comunità subacquea come risorsa scientifica e sostenere progetti con reale potenziale — ha definito l'Impegno Oceanico di Blancpain da allora, Il BOC nome arrivato nel 2014. Il supporto lo precede però da oltre un decennio. Ciò che non è mai cambiato è l'approccio: Blancpain non si limita a fornire finanziamenti. Individua progetti promettenti, attiva le sue reti e costruisce partnership a lungo termine volte a generare reali risultati scientifici ed ecologici.
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